Numero Verde 800 910 625
L’Artrite Reumatoide rappresenta per il Reumatologo, lo specialista che si occupa dello studio, della diagnosi e della terapia delle malattie reumatiche, una delle affezioni che più lo impegnano per la complessità delle problematiche sia dal punto di vista biologico-conoscitivo che dal punto di vista clinico-assistenziale.

Sebbene gli antichi Autori, come Ippocrate, abbiano distinto una “artrite” dalla “gotta”, sono dubbi i reperti che comprovino l’esistenza dell’Artrite Reumatoide nell’antichità, per lo meno in Europa, tanto che si suppone che essa sia comparsa in epoca recente, molto probabilmente dopo la scoperta dell’America. La prima descrizione certa della malattia è opera dello studente francese Augustin-Jacob Landrè-Beauvais che, nei primi dell’800, la definì con il termine di “goutte astenique primitive”. Nel 1853 venne nosografizzata da Charcot, dal quale prende l’eponimo, e successivamente venne nosologicamente distinta da Garrod (1890). Negli anni seguenti Adams ne definì le principali caratteristiche anatomo-patologiche. A cavallo della II guerra mondiale, Waaler (1940) e Rose (1948) identificarono separatamente il fattore reumatoide, che la fece riconoscere come malattia auto-immune. Il termine Artrite Reumatoide, coniato da Garrod nel 1876, adottato per convenzione dalla Lega Internazionale contro il Reumatismo nel 1941, ha sostituito tutte le precedenti denominazioni della malattia, quali Poliartrite Cronica Primaria o Artrite deformante.

Secondo le stime più accreditate in Italia sarebbero affette da Artrite Reumatoide tra le 200.000 e le 300.000 persone, dato che di per sé, tenuto conto della natura cronica e potenzialmente invalidante della malattia, rende conto dell’importanza che l’Artrite Reumatoide riveste anche dal punto di vista medico-sociale.
Il presente volumetto vuole essere una guida pratica per il paziente con Artrite Reumatoide. Secondo lo schema di questa Collana, la materia è presentata come risposte a quelle che sono le domande che più frequentemente il paziente rivolge al medico. In realtà sarebbero forse centinaia le domande che si potrebbero porre per chiarire gli innumeri aspetti che una malattia complessa come l’Artrite Reumatoide presenta, ma necessariamente, per brevità e sintesi, si è data risposta a 90 domande, numero fatidico e un po’ scaramantico.

Il primo decennio del 2000 ha assistito ad un notevole progresso nelle conoscenze e nel trattamento di questa temibile malattia, che ne ha rivoluzionato la prognosi. L’Autore ha cercato di fare del suo meglio per fornire una informazione organica, seguendo l’iter classico dei trattati di patologia medica. Se l’utente avrà la pazienza di scorrere tutto il libretto, alla fine dovrebbe essersi fatto una idea realistica di quanto si sa oggi su questa malattia. Ciò dovrebbe metterlo in grado di comprendere come la malattia agisce sul suo organismo, ma allo stesso tempo predisporlo a recepire i consigli terapeutici del suo medico, al fine di raggiungere il miglior risultato possibile in termini di cura della malattia e di prevenzione della disabilità.

Prof. Flavio Fantini
Docente di Reumatologia dell’Università di Milano
flavio.fantini@unimi.it
www.ilreumatologorisponde.it

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