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Un puzzle genetico complicato, fatto di tanti nuovi pezzi: cioè di geni capaci di interagire con altre regioni del Dna, predisponendo allo sviluppo della malattia. Ad arricchire di nuovi protagonisti il quadro genetico della spondilite anchilosante, facendo luce anche sul contributo di alcuni già noti, sono stati i ricercatori dell’Australo-Anglo-American Spondyloarthritis Consortium e del Wellcome Trust Case Control Consortium in uno studio presentato sulle pagine di Nature Genetics.

Un po’ di esercizio fisico, di respirazione e di meditazione: anche lo yoga potrebbe aiutare a migliorare il quadro clinico dei malati con artrite reumatoide. A sostenerlo è uno studio dei ricercatori dell’Emirates Arthritis Foundation di Dubai, presentato a Londra in occasione del congresso annuale dell’EULAR (The European League Against Rheumatism).

A lungo considerata come una delle principali molecole della risposta infiammatoria, la citochina TNF (il Tumor Necrosis Factor) potrebbe invece avere un ruolo opposto e funzionare anche come antiinfiammatorio e immunosoppressore. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Hospital for Special Surgery di New York guidati da Lionel Ivashkiv in uno studio pubblicato su Nature Immunology.

Negli Usa approvato Belimumab, nuovo anticorpo monoclonale contro il LES. Una buona notizia: ma come ricorda Gabriella Voltan, presidente AMARV, i pazienti italiani dovranno aspettare ancora un po’

I farmaci contro i dolori causati dall'artrite reumatoide o dall’osteoartrite potrebbero essere iniettati direttamente nelle articolazioni. Tutto grazie ad un gel sperimentale a rilascio graduale sviluppato dall'equipe di ricerca guidata da Jeffrey Karp, ingegnere biomedico presso il Brigham and Women's Hospital di Harvard.

Un'illusione indotta nella mente, grazie all'uso di video e computer, per ridurre il dolore causato dall'artrite. O addirittura farlo scomparire, almeno per un po’. E’ questo il senso dell’esperimento condotto dai ricercatori dell'Università di Nottingham, UK, che hanno testato una nuova tecnologia sui pazienti con diagnosi di osteoartrite. I risultati dello studio su Rheumatology.

Una proteina artificiale creata in laboratorio a partire da una proteina naturale, la progranulina, è in grado di contrastare la progressione dell'artrite reumatoide nei topi. La scoperta, che potrebbe avere importanti ripercussioni sullo sviluppo di nuovi approcci terapeutici anche per le persone che soffrono della malattia reumatica, è di un team di ricercatori cinesi e statunitensi guidati da Chuan-ju Liu.

Un enzima, prima ritenuto responsabile di alcuni meccanismi infiammatori, è ora candidato a fattore di protezione, antiinfiammatorio, contro la degenerazione delle articolazioni che caratterizza l'artrite reumatoide. A suggerirne la nuova funzione, opposta a quella finora ipotizzata, è un gruppo di ricercatori dell'Università di Gothenburg (Svezia) in uno studio pubblicato su Journal of Clinical Investigation.

Consumare elevate quantità di aglio, porri e cipolle abbasserebbe il rischio di osteoartrite dell’anca. Lo affermano alcuni ricercatori britannici del King's College di Londra e dell’University of East Anglia guidati da Frances Williams, in uno studio pubblicato su BMC Musculoskeletal Disorders. La ricerca evidenzia l’importanza della dieta come fattore capace di influenzare l’insorgenza della malattia e apre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci che contengano le sostanze protettive presenti in questi vegetali.

La Sclerodermia è una malattia cronica ed evolutiva caratterizzata da fibrosi della cute che può nel tempo estendersi anche agli organi interni e dal fenomeno di Raynaud, che si manifesta con un tipico pallore delle dita delle mani e dei piedi. Il pallore è dovuto alla diminuzione dell’afflusso di sangue alle dita e si accompagna, generalmente, ad una diminuzione della temperatura cutanea, a dolore ed ad alterata sensibilità. Per questo è associata a forti dolori alla mano da vasospasmo, ischemia digitale, tenosinovite e intrappolamento del nervo.

Per nove italiani su dieci il dolore e la rigidità articolare mattutini associati all'artrite reumatoide limitano la quotidianità. Per loro oggi è disponibile una nuova soluzione farmacologica: un cortisonico che combatte l'infiammazione di notte e allevia la rigidità al mattino. Si tratta di prednisone a rilascio programmato, approvato definitivamente in Italia lo scorso dicembre.

Parla Giovanni Lapadula, professore Ordinario di Reumatologia, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna  e Medicina Pubblica (DiMIMP), Università di Bari, Sez. di Reumatologia del DiMIMP, in occasione dell'incontro "Malattie reumatiche: verso una terapia dal volto umano"
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