27 Settembre 2012

AR e vaccino per la varicella, pochi rischi di herpes

AR e vaccino per la varicella, pochi rischi di herpes

I pazienti in cura con immunosoppressori per l’artrite reumatoide, al contrario di quanto ritenuto finora, potrebbero sottoporsi al vaccino per la varicella senza aumentare il rischio di sviluppare l’herpes zoster – una riattivazione successiva dello stesso virus della varicella.

È questo il risultato di una ricerca pubblicata sul Journal of American Medical  Association (Jama) e condotta da Jie Zhang, dell’università dell’Alabama. Zhang e colleghi hanno studiato 465.541 pazienti americani dai 60 anni in su affetti da artrite reumatoide, psoriasi, artrite psoriasica, spondilite anchilosante o malattie infiammatorie intestinali. Di questi, 18.682 (il 4%) avevano ricevuto il vaccino, e 633 erano stati trattati con immunosoppressori.

42 giorni dopo aver ricevuto il vaccino – il periodo più a rischio – i ricercatori hanno constatato che nessuno dei pazienti aveva manifestato l’herpes, mentre in seguito i soggetti colpiti sono stati 138. Si tratta, come sottolineano gli autori, di un numero che conferma l’efficacia prevista del vaccino; esso, infatti, non è in grado di impedire del tutto l’insorgenza dell’herpes, neppure nei pazienti con un sistema immunitario sano.

Prendendo in considerazione anche altri fattori, come le caratteristiche demografiche, l’uso di farmaci antireumatici e così via, i ricercatori hanno concluso che i benefici del vaccino si protraggono per un periodo di circa due anni.

Poiché il vaccino per la varicella utilizza un virus vivo e attenuato, il timore è che nei pazienti con un sistema immunitario indebolito – come quelli curati con immunosoppressori – aumenti la possibilità di sviluppare l’herpes a partire dal vaccino stesso. Questa è la ragione per cui fino a questo momento il suo uso era sconsigliato.

La ricerca conferma invece che il rischio viene ridotto in maniera significativa, e dunque anche per questo tipo di pazienti la vaccinazione potrebbe essere raccomandabile. Gli stessi autori, tuttavia, ricordano che si tratta soltanto di un primo passo: prima di modificare le controindicazioni – magari in maniera definitiva – sarà necessario compiere ulteriori test clinici su campioni ampi e di durata sufficiente nel tempo.

Riferimenti: Jie Zhang, Fenglong Xie, Elizabeth Delzell, Lang Chen, Kevin L. Winthrop,  James D. Lewis, Kenneth G. Saag, John W. Baddley, Jeffrey R. Curtis – Association Between Vaccination for Herpes Zoster and Risk of Herpes Zoster Infection Among Older Patients With Selected Immune-Mediated Diseases;

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